Galateo e Protocollo-UNIMRI - Unione Nazionale Insigniti Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Il Galateo



L'abito da indossare in base alla circostanza
 
Distintivo_da_giacca
Cravatta nera o smart casual?Distintivo_da_giacca
Il dress code negli inviti
 
 
Avete appena ricevuto un elegante invito su cartoncino avorio con lettere nere e non sapete cosa voglia dire quella sigla “Black tie” in basso a sinistra? Oppure dovete invitare i vostri colleghi ad una festa e non sapete come dirgli garbatamente che è richiesta la giacca e la cravatta?

Esiste infatti una precisa nomenclatura internazionale per indicare il dress code, cioè il codice di abbigliamento che si richiede agli ospiti. La consuetudine nasce nei paesi anglosassoni, che con il loro approccio pragmatico (e la non sempre smaccata eleganza!) hanno codificato diversi stili.


Il_GalateoIl_Galateo2White tie: a pochi di noi capiterà un simile invito, a meno che non siamo candidati al Nobel o parenti di teste coronate! White tie indica infatti il frac per gli uomini e l’abito da sera per le donne, rigorosamente lungo chi abbia superato i 18 anni.
Black tie: indica lo smoking per gli uomini, accompagnato dal papillion in seta, le scarpe oxford (meglio se lucidissime) e camicia bianca con gemelli. Per le donne è richiesto l’abito da sera, non necessariamente lungo. Evitiamo tuttavia abiti troppo corti o troppo provocanti, che sarebbero poco eleganti.
Creative black tie: anche in questo caso l’invito è formale e richiede lo smoking, ma potete osare e sbizzarrirvi nell’accessorio dalla fusciacca colorata al papillon originale, al gemello di tendenza.
Anche per le signore è richiesto l’abito da sera, ma potrete sbizzarrirvi di più con abiti molto glamour e sexy.
Cocktail dress (abito scuro): l’occasione richiede un abbigliamento elegante, ma non necessariamente lo smoking per gli uomini sarà sufficiente un abito scuro (grigio o blu), camicia, cravatta scura e scarpe oxford.

Per le donne è invece richiesto l'abito da cocktail, cioè un abito al ginocchio o un classico tailleur.  Meglio evitare i pantaloni, a meno che non siano di fattura o stoffa molto eleganti.

Qualsiasi evento o cerimonia che si svolga di mattina e se ne preveda il termine nel primo pomeriggio, ci vedrà indossare un abito elegante ma chiaro, mai scuro; andrà bene anche una giacca blu e pantalone grigio o giacca marrone e pantalone avana o l'inverso, cioè sportivo ma sempre con cravatta.

Business casual: è il classico abbigliamento utilizzato di venerdì nelle aziende e nelle occasioni di socializzazione aziendale. No alla cravatta e si può evitare anche l’uso della giacca; vanno però sempre indossate una camicia e un paio di pantaloni classici, mentre vanno evitate polo e jeans. Le signore potranno indossare gonna o pantaloni classici o un tubino semplice e potranno anche giocare con gli accessori.

 

 

  La corrispondenza  


 

 Come intestare lettere e inviti formali 
 

Scrivere gli inviti per occasioni formali non è semplice e piccole dimenticanze possono essere lette come scivoloni di bon ton. Abbiamo perciò visto come inserire il dress code e quali siano i nomi appropriati per gli eventi a seconda dell’orario in cui si svolgono. In questo post vedremo invece tutte le formule cerimoniali che vanno inserire negli inviti o nella corrispondenza. Per prima cosa partiamo dall’ordine: inviti e lettere vanno sempre indirizzati all’uomo o al capofamiglia (quando ovviamente non si tratta di donne single), perciò sulla busta useremo formule come Cav. Rossi e Signora oppure Cav. Rossi e Famiglia nel caso in cui la coppia abbia figli. Se l’invito non è generico, ma personalizzato per ciascun invitato, possiamo allora intestarlo con una formula che comprende i coniugi, come “Signori Rossi”, oppure, se ci si riferisce a loro con i nomi di battesimo, la donna andrà sempre per prima, “Cara Anna, caro Mario” ad esempio.
 

 

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La parte più complessa è invece quella legata ai titoli. Ecco allora un piccolo vademecum per non sbagliare.

Eccellenza = per i Prefetti

Vescovi Eminenza = per i cardinali

Onorevole = per Deputati e Senatori

Signor + nome della carica = per persona con incarichi pubblici. Es. Signor Sindaco, Signor Presidente,    Signor Ministro; il maschile va mantenuto anche per le donne

Avvocato, Ingegnere = per gli iscritti all’albo; anche in questo caso il titolo viene mantenuto sempre al    maschile

Dottore/Dottoressa o Professore/Professoressa = per chi ha i titoli accademici; in questo caso è ammesso l’uso al femminile

I titoli possono essere abbreviati nell’indirizzo, ma MAI nell’incipit della corrispondenza. Nel testo avremo poi cura di inserire al maiuscolo i pronomi e gli aggettivi possessivi riferiti al destinatario o all’invitato.
Lettere e inviti vanno sempre scritti su carta liscia in colori chiari, come il bianco, l’avorio o l’écru; l’inchiostro dovrà essere blu, grigio o seppia.

Infine, nella lettera è d’obbligo inserire un indirizzo per eventuali risposte e va indicato sia sulla lettera sia sulla busta in alto a sinistra. Nell’invito è bene specificare invece un recapito telefonico (e di recente è accettato anche un indirizzo e-mail) a cui confermare o meno la propria partecipazione, accanto alla famosa formula RSVP (Répondez, s’il vous plaît). Una curiosità: questa formula non va però inserita nel caso di balli o cocktail, in quanto l’assenza di posti a sedere non richiede di sapere il numero esatto dei partecipanti; è comunque buona educazione far sapere agli organizzatori se si parteciperà oppure no.
 

 Come intestare lettere e inviti formali 

1 Metodi: Scrivere un Invito Formale

L'invito è molto importante quando si organizza un evento o una festa, in quanto contribuisce a impostarne il carattere generale e a determinare il numero di ospiti che vi prenderanno parte. Inoltre, serve a stabilire chi parteciperà e quindi aiuta a organizzare la disposizione dei posti a sedere, la selezione del cibo e il servizio. Impara come si scrive un invito formale, rispettando formati specifici affinché tu e i tuoi invitati siate ben informati sull'evento in questione.

 

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Scrivere un Invito Formale
  1. Inserisci il logo dell'organizzatore nella parte superiore. Specifica chi ospita l'evento. È opportuno scriverne il nome completo senza onorificenze (Dott./Sig./Sig.ra), a meno che non vi sia un titolo ufficiale.
  2. Nel caso in cui l'evento sia ospitato da due o più persone, dovresti riportare il nome completo di ognuno. Elencali in ordine di età a partire dal più anziano e scrivi il titolo nella riga sotto il nome. Tieni presente che c'è un'eccezione: se gli organizzatori sono un presidente e consorte, allora il titolo "Presidente" va scritto direttamente prima del nome e non in una nuova riga.
  3. Estendi l'invito. Puoi scegliere uno stile formale, come per esempio "Si richiede la vostra presenza", oppure un po' meno formale, come "Ci è gradito invitare".
  4. Specifica il tipo di evento. Per esempio, una "colazione", una "cerimonia di premiazione" o un "ricevimento".
  5. Specifica lo scopo dell'evento. Per esempio, "In onore di...".
  6. Indica la data in cui si terrà l'evento. A seconda di quanto formale vuoi essere, puoi scrivere la data completa o abbreviata. La forma scritta per esteso è indubbiamente la più formale.
  7. Scrivi per esteso l'orario dell'evento. Indica se l'evento si terrà di mattina o di sera nel caso in cui lo scopo non lo chiarisca. Per esempio, se userai solo la parola "evento", dovresti specificare se si terrà di sera o di mattina, dunque scriverai "Alle 8 di sera" o "Alle 8 di mattina" (potresti anche scrivere "Alle 20" se fosse di sera, per evitare equivoci). Se chiarirai che si tratta di una colazione o di una cena, non dovrai specificare niente.
  8. Specifica la sede in cui si terrà l'evento e scrivine l'indirizzo completo.
  9. Includi eventuali istruzioni speciali, se lo ritieni opportuno. Per esempio, potresti voler fornire le indicazioni stradali per raggiungere la sede dell'evento. In questo caso, puoi precisare scrivendo "Indicazioni stradali incluse".
  10. Aggiungi la formula R.S.V.P. Questo acronimo deriva dal francese "Répondez, s'il vous plaît", che in italiano significa "Si prega di rispondere". È particolarmente utile nel caso in cui sia necessario sapere esattamente quanti e quali saranno i partecipanti all'evento, così da poter organizzare la disposizione dei posti a sedere, il cibo e altri eventuali servizi. Puoi anche inserire un apposito biglietto per la risposta; in questo caso indicherai nell'invito " Modulo di risposta incluso". Specifica la data ultima entro la quale farti pervenire la conferma di partecipazione: corrisponde generalmente a due settimane prima dell'evento, oppure può essere una qualunque altra data a tua scelta. Insieme al biglietto per la risposta, includi nell'invito anche una busta affrancata col tuo indirizzo precompilato, così sarà più facile per gli invitati spedirtela. In questo modulo di risposta si possono anche chiedere informazioni su eventuali preferenze dell'invitato per quanto riguarda i pasti o i posti a sedere. Il modulo di risposta dovrebbe comunque essere realizzato nello stesso stile dell'invito. Se è previsto che si possa accettare una risposta via posta elettronica, non si dovrebbe richiedere agli invitati di spedire anche le conferme via posta ordinaria.
  11. Per gli inviti che non includono un modulo di risposta, specifica il nome e il numero di telefono della persona da contattare. In questo caso, non serve specificare una data limite per le conferme di partecipazione.
Consigli
    • Cerca di dare al tuo invito un tono formale e scrivi in modo accurato e facilmente comprensibile.
    • Un invito elettronico (via e-mail) dovrebbe mantenere lo stesso stile ed essere formulato nello stesso modo di un invito scritto.
    • Gli inviti dovrebbero essere sempre formulati in terza persona.
    • Non è necessario aggiungere segni di punteggiatura alla fine di ogni riga.
    • Non includere il codice di avviamento postale (C.A.P.) nell'indirizzo stampato sull'invito.
    • Non usare abbreviazioni quando scrivi inviti formali.
    • Il font (tipo di carattere) utilizzato per scrivere un invito formale dovrebbe rispecchiare lo stile dell'evento in questione e/o l'identità del marchio che vi sta dietro. I font comunemente usati, sia per gli inviti d'affari quanto per quelli a carattere sociale, comprendono: Times New Roman, Verdana, Edwardian Script ITC , Kunstler Script, Balmoral let  ecc...
    • Specifica sulla busta interna se a un invitato è permesso portare un accompagnatore.
    • Ogni persona sopra i 16 anni, single o in coppia, dovrebbe ricevere il proprio invito personale all'evento.
    • Se vuoi seguire la tradizione, gli inviti dovrebbero essere spediti otto settimane prima dell'evento.
    • Secondo la tradizione, quando scrivi un invito di nozze non è accettabile fare alcun riferimento alla lista nozze per i regali.


 
 BIGLIETTI DA VISITA 
 

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I biglietti da visita possono essere di varie dimensioni, colorati o no, commerciali o eleganti, è importante che siano di facile lettura e riportino le informazioni essenziali che ci riguardano e che si vogliono comunicare. Dopo aver scritto i titoli, nome e cognome, sono importanti sia i recapiti telefonici che indirizzo e, oggigiorno, anche il recapito di posta elettronica.
Per quanto riguarda i titoli da riportare sul biglietto da visita, si ricordi che l’ordine corretto è il seguente: titoli onorifici, titoli accademici, titoli professionali.
Dunque, avremo: Comm. Dott. Ing. Mario Rossi
oppure: Gr. Uff. Dott. Arch. Giovanni Verdi.
Precedono solo i titoli nobiliari, che in Italia sono stati aboliti per legge dalla XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione, ma tollerati per consuetudine.
Ad esempio, si potrebbe avere: Marchese Gr. Cr. Dott. Avv. Giorgio Maria Scendendo Dal Colle.
I titoli, siano essi nobiliari, onorifici, accademici o professionali, non servono tanto a coloro che li posseggono, quanto agli interlocutori che ne fanno uso. Troppi, infatti, sono i dottori “ignoranti” e i cavalieri “indegni”. Sono i “titolati”, con le loro azioni, con l’impegno, con il loro modo di essere e di agire, a conferire dignità al loro lavoro, al loro operato e ai titoli che possiedono per nascita, per merito, per studio o per attività professionale.



 Appellativi ed Epiteti 

1. Definizione e storia

    Molti titoli che hanno avuto corso nella storia dell’italiano sono oggi dismessi nell’uso corrente:
    tra questi:

  • amplissimo (riferito a un senatore; oggi talvolta riferito a un preside di facoltà universitaria),
  • donno (ecclesiastico o personaggio illustre),
  • maestro (nel senso di dottore in una facoltà universitaria),
  • madonna (donna di elevata condizione sociale),
  • messere (giudice, giureconsulto e altri notabili),
  • monsignore (re, imperatore e principe),
  • serenissimo e Sua / Vostra Serenità (per sovrani e principi di sangue reale e titolo spettante ai dogi della repubblica di Venezia e di Genova),
  • Sua / Vostra Eccelsitudine (in alternativa a eccellenza, altezza, eminenza),
  • Sua / Vostra Signoria (genericamente, per persona autorevole).

Altri appellativi sono sopravvissuti ancora oggi, circolando in ambiti più circoscritti:

  • don (riduzione di donno), ad es., d’uso corrente tra XVI e XVII secolo in riferimento a principi e nobili di origine spagnola o portoghese, è ancora usato nell’Italia meridionale per persone di riguardo (accanto a don «signore» si ha anche donna «signora» – cfr., per la Campania, De Blasi & Fanciullo 2002: 648 –, che oggi è o è stato talvolta usato per le mogli di alte figure istituzionali: donna Assunta, vedova del politico Giorgio Almirante, e donna Franca, moglie dell’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi);
  • maestro è usato oggi per indicare un grado massonico, o nel gioco degli scacchi chi ha raggiunto una determinata quota di punti in tornei qualificanti, oltre naturalmente chi è qualificato e autorevole nelle arti (musica, teatro, poesia, pittura, scultura) e, in alcune regioni, per chiamare ogni tipo di artigiano (falegname, muratore, ecc.);
  • Vostra Signoria, infine, ha ancora qualche circolazione in contesti burocratici, benché spesso venga preferito il lei (Viale 2008: 205-208).

2. Appellativi di cortesia (professionali e onorifici)

Gli appellativi sono stabilmente associati a determinate cariche o figure professionali. Questi i principali (tra parentesi le forme abbreviate che si usano nella scrittura):

  • (Sua) Altezza: re, regina, principe, principessa;
  • (Sua) Eccellenza (S. Ecc. o Sua Ecc.): vescovo o alto prelato; nella tradizione, prefetti e questori, e così via;
  • (Sua) Eminenza (S.E. o S. Em.), Eminentissimo (Em.mo, E.mo): cardinale, capo religioso;
  • (Sua) Maestà: re e regina;
  • (Sua) Santità (S.S.): il papa, il dalai lama, l’Aga Khan e le altre massime autorità religiose;
  • Chiarissimo (Chiar.mo, Chiar.ma): professore e professoressa universitari;
  • Don: qualsiasi ecclesiastico;
  • Dottor (e) (Dott., Dott.ssa, Dr., Dr.ssa) Medico, Magistrato, Ingegnere e qualsiasi laureato;
  • Magnifico: rettore e rettrice;
  • Monsignore: vescovi, prelati, patriarchi, abati secolari, prelati facenti parte del corteggio del papa (oltre che titolo attualmente in uso per la Repubblica di San Marino);
  • Onorevole (On.): qualunque deputato e deputata, senatore e senatrice;
  • Reverendo (Rev.): esponente cattolico o più spesso protestante;
  • Cavaliere di Gran Croce, Grande Ufficiale, Commendatore, Ufficiale, Cavaliere sono titoli onorifici conferiti dal Presidente della Repubblica.

3. Usi

Nel rivolgersi a una persona (perlopiù in forma scritta, di tono mediamente più formale rispetto alla comunicazione orale) l’appellativo può essere accompagnato da un aggettivo di cortesia come, ad es., caro (confidenziale, ma anche semi-formale), gentile (poco formale), egregio, distinto (formale), pregiato, illustre (molto formale, per persone di alto riguardo); si riserva invece a un’azienda o a un ufficio l’aggettivo spettabile (formale).

Alcuni di questi possono essere usati anche al superlativo:

carissimo, gentilissimo, pregiatissimo, illustrissimo, eventualmente in forma abbreviata (car.mo, gent.mo, preg.mo, ill.mo; non esiste invece il superlativo di egregio), assumendo un tono più formale e burocratico.

All’aggettivo di cortesia segue abitualmente il titolo generico – Sig (nor), oppure, preferibilmente, quando possibile, la carica Min (istro), Sen (atore) o il titolo professionale Arch (itetto), Avv (ocato), Ing (egnere)Prof (essore), o eventualmente l’onnicomprensivo Dott (or) per chiunque sia laureato, inflazionato in italiano sin dal dopoguerra, e ormai usato popolarmente anche per persone di cui non si conosce il titolo di studio – e il cognome: Gentile architetto Emiliani o, più confidenzialmente, Gentile Emiliani o Gentile architetto; Preg.mo On. Dott. Emiliani, ma  anche Onorevole ministro o Signor ministro. Signor premesso ad appellativi  come ministro o sindaco è però oggi sempre più contestato e meno usato. Se gli interlocutori sono due o più e condividono titolo o aggettivo di cortesia, questo può essere espresso una sola volta oppure, con maggiore formalità, tante volte quante sono gli interlocutori, ordinati in relazione al sesso (prima le donne, poi gli uomini) e all’età (dai meno ai più giovani): «Cara studentessa e caro studente, vi porgo il benvenuto [...]» (da una guida universitaria). Se gli interlocutori hanno titoli e cariche differenti, si seguirà l’ordine di importanza decrescente: «Signor Presidente, caro Ministro, onorevoli colleghi, vorrei articolare la mia riflessione sulle seguenti questioni» (dall’intervento di un senatore). Se accompagnato dall’aggettivo possessivo, caro può assumere sfumature ironiche, tra l’amaro e il paternalistico («Sì, questa è politica, cari miei», «Il Foglio» 7 dicembre 2009).

4. Altri appellativi

In italiano attuale sono correnti alcuni appellativi colloquiali e familiari che esprimono affettuosa partecipazione, sia essa rivolta ad adulti (povero cristo / diavolo / vecchio, povera anima) o a bambini (stella, stellina, topolino/a, ecc.). Possono avere valore antonomastico alcuni aggettivi (l’Altissimo, l’Eccelso «Dio») e titoli (l’avvocato per Gianni Agnelli, il cavaliere per Silvio Berlusconi, il venerabile per Licio Gelli, il professore per Romano Prodi; accanto a questi si ricorderà anche la (vecchia) Signora per la squadra di calcio della Juventus).

È invece caduto pressoché completamente in disuso l’appellativo signorina come titolo per una donna non sposata, perché percepito dalla sensibilità comune come discriminatorio per vari motivi.

Negli ultimi anni è stato più volte fatto oggetto di attenzione, da parte delle istituzioni, il titolo di onorevole (in uso dal 1848), ora omesso da alcuni presidenti della Camera a vantaggio del solo deputato/a (I. Pivetti, 1994-1996, e F. Bertinotti, 2006-2008), ora oggetto di proposte di legge che ne hanno chiesto l’abolizione a favore del semplice signore/a (la prima presentata il 1 febbraio 2002, da A. Serena, e la seconda nel gennaio 2010 da M. Donadi).

Nei messaggi di posta elettronica informali inviati a più destinatari di entrambi i sessi, è talvolta usato l’asterisco in luogo della desinenza dell’aggettivo di cortesia: quest’uso, suggerito dal linguaggio di programmazione, consente di riferirsi contemporaneamente a donne e a uomini: «Car* tutt*, volevo dirvi che ...».

 
 Sigle e Abbreviazioni nella Corrispondenza 
 
Prontuario con le sigle e le abbreviazioni
più utilizzate nelle lettere e nella corrispondenza

 

In Italia si fa un uso largamente diffuso di abbreviazioni e sigle nella corrispondenza ordinaria ma anche in quella telematica; alcune di queste sigle sono di facile interpretazione ma altre, meno frequenti, possono destare qualche dubbio oppure lasciare sorpreso il destinatario. In molti casi siamo noi stessi che ricorriamo a questo metodo di scrittura per risparmiare del tempo in battitura ma anche per connotare la nostra missiva di una certa professionalità. Bisogna tenere a mente che le abbreviazioni sono accettabili solo nell’indirizzo, mai all’interno della lettera. Non ammesse nella compilazione degli atti giuridici, le abbreviazioni di titoli o di cariche non dovrebbero trovare ospitalità all’interno di una lettera indirizzata al titolato, anche in una civiltà frettolosa con sigle spesso misteriose, per non parlare poi di quelli per gli SMS.

Diverso il rapporto con la busta, dove l’indirizzo è per il postino, quindi va improntato alla massima chiarezza.

Per scoprire all'occorrenza tutti i significati delle abbreviazioni ricevute oppure per verificarne la correttezza in fase di scrittura, tenete sempre a disposizione l'indirizzo di questa pagina. Tutte le abbreviazioni e sigle sono elencate in ordine alfabetico.

A.C.

Avanti Cristo

N.D.

Nobil Donna

a.c.

anno corrente

N.U.

Nobil Uomo

ad es.

ad esempio

ns

Nostro

aff.mo

affezionatissimo

obb.mo

obbligatissimo

all.

allegati

ogg.

oggetto

Amn.

Amministrazione

On.

Onorevole

Arch.

Architetto

p.

per

Avv.

Avvocato (anche al femminile)

pag.

pagina

Bcc.

copia conoscenza o carbone di cortesia

pagg.

pagine

CA / c.a.

cortese attenzione

p.c.

per conoscenza

can.co

canonico

p.c.c.

per copia conforme

cap.

caporale

p.es.

per esempio

Cap.

Capitano

p.f.

per favore

cap. magg.

Caporal maggiore

P.G.

Procuratore Generale

C.A.P / CAP

Codice di avviamento postale

P.M.

Pubblico Ministero

Card.

Cardinale

p.r.

per ringraziamento

Cav.

Cavaliere

Preg.mo

Pregiatissimo

Cc.

copia conoscenza o carbone

Prof.

Professore

c/c banc

conto corrente bancario

Prof.ssa

Professoressa

c.c.p.

conto corrente postale

P.S.

post scrittum (appendice)

C.d.A.

Corpo d’Armata

P.T.

Poste e Telegrafi

Ch.mo

Chiarissimo

p.v.

prossimo venturo

c.m.

corrente mese

P.za

Piazza

c/o

presso / in coabitazione

R. oppure racc.

raccomandata

Co.

Compagnia

Rag.

Ragioniere

Col.

Colonnello

rav.

rabbino

Comm.re

Commendatore

Rev.

Reverendo/Sacerdote

c.p.

cartolina postale

ric.

ricevuta

C.P.

Casella postale

Rif.

numero di riferimento

C.p.r

con preghiera di restituzione

R.M.

Reverenda Madre

C.so

Corso

R.mo

Reverendissimo

corr.

corrente

R.P.

Reverendo Padre

c.s.

come sopra

RP.

Riservata personale

Cte

Comandante

RSVP.

Si prega rispondere

c.v.

Curriculum Vitae

S.B.F.

Salvo buon fine

Dev.

devoto

S.E.

Sua Eccellenza

Dev.mo

devotissimo

S.Em.

Sua Eminenza

D.C.

Dopo Cristo

Sen.

Senatore

Dott./Dott.ssa

Dottore / Dottoressa

S E & O

Salvo errori e omissioni

ecc.

eccetera

seg. (oppure sgg.)

seguente

Ecc.

Eccellenza

Serg.

Sergente

Egr.

Egregio

Serg. Magg.

Sergente Maggiore

Egr.i

Egregi

Sig.

Signore

Egr.ia

Egregia

Sigg.

Signori

Em.

Eminenza

Sig.na

Signorina

Em.mo

Eminentissimo

Sig.ra

Signora

e.p.c.

e per conoscenza

S.M.

Stato Maggiore

E.V.

Eccellenza Vostra

s.n.c.

Società in nome collettivo

fatt.

fattura

Soc.

Società

Gen.

Generale

S.P.

Santo Padre

Gent.mo

Gentilissimo

S.p.A.

Società per Azioni

Gent.ma

Gentilissima

Spett.

Spettabile (ditta)

Gent.me

Gentilissime

S.P.G.M.

sue proprie gentili mani

Gent.mi

Gentilissimi

S.P.M.

sue proprie mani

Geom.

Geometra

S.r.l.

Società a responsabilità limitata

g.

giorno

S.S.

Sua Santità / Santa Sede

gg.

giorni

S.Ten.

Sottotenente

Gr. Uff.

Grande Ufficiale

Stim.mo

Stimatissimo

Id.

idem

S.V.

Signoria Vostra

Ill.mo

Illustrissimo

Ten.

Tenente

Ing.

Ingegnere

Ten. Col.

Tenente Colonnello

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interno

U.C.

Ufficiale di Complemento

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lettera

Uff.

Ufficiale / Cavaliere Ufficiale

LL.EE.

Loro Eccellenze

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ultimo scorso

LL.EEm.

Loro Eminenze

V.

Via

M.

Maestro

V.E.

Vostra Eccellenza

Magg.

Maggiore

V.Em.

Vostra Eminenza

Mar.

Maresciallo

V.le

viale

Mons.

Monsignore

V.P.

vaglia postale

M.R.

Molto Reverendo

v.r.

vedi retro

numero

v.s.

vedi sopra

N.B.

Nota Bene

V.S.Ill.

Vostra Signoria Illustrissima

nob.

nobile

Vs.

Vostro, vostra


Quando arrivano gli ospiti